Delete, delete, delete, DELETE!

Pubblicato: 10/05/2011 in Manoscritti Giacomo

Scrivo, cancello, riscrivo, cancello di nuovo.
Vado a capo, ci riprovo, tiro una riga, altre due parole, cancello.

Fanculo!
Più o meno va così, metti lì un pezzo, lo guardi, ti convince un po’ e lo lasci lì.
Vai a capo, metti un altro pezzo, ti giri un attimo e riguardi il precedente, no no, non va bene. Via tutto.

Da capo di nuovo, fanculo ancora!
Se riesco a tenere un pezzo del puzzle per più di qualche mese (quelli che durano qualche giorno ormai non li considero neanche più) so già che o si frantuma da solo,  lo frantumo io, o si frantumano i maroni.

E allora di nuovo, parole, impegno, tentativi.
Ancora, cancella, no, ci siamo, non ci siamo, forse è la volta buona, no ok, non era la volta buona, o forse si, nel dubbio cancella tutto, fai finta di niente, piantaci su due righe, copri il tutto con un po’ di indifferenza, stacca la pagina, voltala, strappala, basta che la fai sparire.

Così con le persone, con gli obiettivi, con le promesse, con le intenzioni.
Butta giù, pianifica, controlla, gira, rigira, ribalta, analizza (sodomizza), spendi, spandi.
Senso di soddisfazione fugace e momentaneo, relativa tranquillità, esplosione del caos (di nuovo, non è una novità), e allora ancora : analisi, controllo, ribaltamento.

A conti fatti, poco entra, poco esce, poco di nuovo.
Vestiti vecchi che ormai stanno stretti, abitudini che sanno di minestra riscaldata, facce già viste, fin troppo.
Occhiaie che al mattino mi ricordano che ormai sono mesi che dico che cambio vita, cambio notte, cambio giorno.

Ma che cazzo cambio?
Cambio donna? Cambio macchina? Cambio scarpe? Cambio abiti?

O cambio cervello, abitudini, fisse, vizi, droghe, ambizioni?
E allora fanculo di nuovo, qua il libretto delle istruzioni, se c’è, è scritto in giapponese, ma non è neanche un giapponese che dici va beh, piglio un dizionario e me la cavo, no, una sega!

I simbolini sul retro mi inquietano alquanto, tra l’altro.
C’è di tutto e di più : tenere lontano dalla portata dei bambini, tossico, pericolo di morte, infiammabile e via dicendo.
Sembra di giocare al piccolo chimico, invece mi ritrovo tra le mani l’alchimia più rara e strana.

Fatto sta che non è cambiato niente, siamo nel pieno della notte, scritture malinconiche, rancore, frustrazione, stress, disillusione, pezze al culo.

Vado a ribaltare il cilindro magico, si sa mai che pesco il jolly.

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commenti
  1. Anatra Di Gomma ha detto:

    mi sento meno incompresa dopo questo post.
    tra l’altro, lo trovo stilisticamente una figata.
    e scusa se ho sbirciato. 😀

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