Siamo nel 2011 e non è cambiato un cazzo

Pubblicato: 28/03/2011 in Manoscritti Giacomo

Questa volta sono furioso, indignato, amareggiato.

Incazzato, per ridurre la cosa ai minimi termini.

Non c’è veramente nulla da fare?

Nulla?

Niente di concreto, niente di tangibile, per cambiare questo mondo?

Per una volta, non dico non essere stronzi, ma perlomeno, riuscire a restare nella media?

Cercare di fare qualcosa, un benchè minimo sforzo, invece di passare sopra a tutto e a tutti con i vostri deliri di banalità e frasi fatte?

Non dico ribaltare tutto, cristo santo, ma perlomeno, cercare, che cazzo ne so, di cercare di capire, di informarsi?

Farsi una cultura, non quelle cazzate che ci infilano in testa sui banchi di scuola, cercare di comprendere perchè tutto stia andando così malamente a puttane, capire che non ci siamo solo noi a questo mondo, che stiamo lasciando un domani ai nostri figli che sarà ancora peggiore del nostro?

Cercare di vedere che questo non è che il preludio di uno schifo, un totale schifo, un disastro, per la terra, per l’umanità, per i figli che un giorno avrò, per i figli che un giorno avrete?

Cercare, cazzo, di capire che non c’è solo il calcio, la figa e l’ubriacarsi al sabato sera?

C’è solo questo?

C’è solo veramente questo?

Non c’è niente, oltre a questo?

Dio cristo, penso agli anni che ho buttato nel cesso a scuola, alle cazzate che mi sono sentito dire, dal politico che mi diceva di votare al prete che mi diceva di credere passando per il televisore che mi diceva di comprare e dico vaffanculo, non ci sto.

Non può essere tutto qua, non spenderò la mia vita a rincorrere mediocrità, banalità, sogni plasmati per e sulla massa, non voglio essere un maledetto numerino, aborro questo sistema, aborro questa finta cultura della folla.

Sono davanti a uno stramaledetto computer, prodotto di una società consumista, venduto ad un consumista che cerca di fare il bastian contrario e mentre scrivo, so per certo che un ragazzo della mia età, della vostra età, sta morendo di fame per la strada.

Senza l’istruzione che gli spetta, senza un tetto, senza una famiglia, senza i sogni che dovrebbe avere, cazzo, senza la televisione, senza le sigarette, senza la merda che tutti i giorni ci vendono, senza i vizi e le abitudini di un adolescente che vive nella bella società di merda che ci ritroviamo.

È possibile?

Dico, è possibile?

Nel ventunesimo secolo, nel fottutissimo 2011 c’è ancora gente che crepa di fame, di colera, di malsanità, di carenza di igiene per le strade di una città qualsiasi.

Siamo i paladini cretini di una finta democrazia e giustizia spacciata per oro, portiamo guerre e massacri con la scusa di portare libertà e rubiamo petrolio, schiavizziamo, manipoliamo.

E nessuno dice un cazzo, no, ovvio! È ovvio che nessuno dica un cazzo, fa comodo a tutti, così! Fa comodo stare zitti, fare finta di non vedere niente, fa comodo a noi, fa comodo a Loro, ai nostri politici, a chi ci comanda.

Omertosi, come la mafia, omertosi di fronte all’ingiustizia, omertosi di fronte alla fame, di fronte alla discriminazione, omertosi di fronte alle statistiche che parlano di un’Italia prima produttrice al mondo di mine antiuomo che ogni anno mutilano e straziano corpi di bambini innocenti, omertosi di fronte alla guerra, omertosi di fronte ai disastri nucleari, omertosi di fronte a qualsiasi maledetto schifo che vediamo passarci di fronte in questa società malata, in questo mondo sputtanato dal Dio denaro, in questo mondo corrotto dalla trinità televisiva composta da tette, culi e calcio.

Pagherei qualsiasi cosa, pagherei per vedere i miei coetanei prendere coscienza di ciò che succede, pagherei per vedere un risveglio collettivo, pagherei per sapere che le cose iniziano a cambiare, che la ruota inizia a girare.

Pagherei per sapere che in Africa viene rispettato il diritto dei bambini di crescere senza finire in mezzo a una guerra, per sapere che anche loro possono studiare, possono bere, possono sprecare la stessa quantità d’acqua che sprechiamo noi, che spreco io ogni maledetto giorno.

Mi vergogno, mi vergogno tremendamente di me stesso e mi vergogno per voi.

Mi vergogno ogni fottutissimo giorno di tutto questo dilapidamento di risorse.

Siamo riusciti a depauperizzare qualsiasi valore umano, a svendere la dignità umana al migliore offerente, a regalare il nostro corpo in cambio di notorietà.

Mi vergogno talmente tanto di questo schifo che sono diventato misantropo, e non so neanche più perchè sto scrivendo, perchè tanto so che la metà di chi leggerà queste riflessioni, ci penserà su e dira “Oh si, cazzo, ha ragione!” e poi se ne dimenticherà, perchè è logico che sia così, fa male, fa malissimo leggere queste cose.

Ma ogni tanto qualche stronzo dovrà pur scriverle, non sono il primo e non sarò di certo l’ultimo, ci saranno tanti altri che ci proveranno, forse invano, forse no, forse qualcuno riuscirà a smuovere animi e coscienze, forse qualcuno sarà capace di infervorare le folle, qualcuno sarà pur capace di resuscitare questa massa di stronze carcasse putride infarcite di valori del cazzo, di vizi stupidi, di televisione, puttane e calciatori.

Mi faccio schifo, perchè anche io contribuisco a questo disastro, non sono esente, ho la mia grossa fetta di responsabilità, ma perlomeno ne sono cosciente, e cerco in qualche modo di rimediare, di fare qualcosa, cazzo, qualcosa.

Non pretendo che ogni singolo individuo su questa Terra malata ribalti il mondo, vorrei solo che ognuno fosse cosciente di come stanno le cose e provasse a fare qualcosa nel proprio piccolo mondo.

Tanti piccoli mondi migliori contribuiscono ad avere un piccolo, grande mondo migliore, non è così difficile da capire.

Cominciando dall’essere meno stronzi, meno indifferenti, meno omertosi, meno razzisti, meno indisponibili, più generosi, generosi nell’offrire un sorriso, un aiuto, generosi nel donare qualcosa, generosi nel dare anche solo qualche buona parola, generosi nel tempo dedicato a cercare di capire anche gli altri, invece di arginarsi su posizioni colme di pregiudizi e arroganza.

Non sono nessuno per insegnare al mondo come si vive, sono solo schifato, stufo, stufo marcio di tutto questo, ne ho fin sopra la testa, sono stanco di vedere sempre le solite cose.

Stanco di sentirmi dire che sono un comunista del cazzo solo perchè me ne sbatto del colore della pelle di una persona.

Stanco di sentire i miei “amici” parlare di negri, albanesi e romeni.

Stanco di sentire la gente rivolgere i peggiori appellativi ai meridionali, stanco di terroni e polentoni, stanco di negri e bianchi, stanco di nord e sud, est e ovest, stanco di bandiere, confini, nazioni.

Stanco di differenze, stanco delle guerre, stanco del petrolio, stanco.

Talmente stanco che ho preferito il torpiloquio ai soliti giri di parole, talmente stanco da non riuscire più a nascondere questa insoddisfazione, questa vergogna.

Cristo, perchè deve essere sempre tutto così maledettamente sporco, privo di onestà, di sincerità, così maledettamente infame?

Perchè non ci sono io, a vivere di stenti in una favelas?

Potevo esserci io, sono solo stato fortunato.

Siamo solo stati fortunati, poteva capitare a uno qualsiasi di noi, però non è successo, la fortuna ha voluto che noi fossimo qui.

Ma non qui a grattarci le palle e a fare finta di niente, indifferenti come sempre, troppo impegnati a preoccuparci a farci lobotomizzare dai culi e dalle troie del Grande Fratello, siamo qui per prendere coscienza di quello che succede e per provare a cambiarlo.

Partendo dal basso, con umiltà.

Umiltà, cazzo, ecco cosa manca nella nostra società, manca l’umiltà, manca la capacità di apprezzare le piccole cose, manca totalmente il rispetto, il rispetto per il lavoro, per il sudore, per la fatica, per il guadagnato, per lo speso, il rispetto per il diverso, il rispetto per le culture, per le novità, per le tradizioni, il rispetto genuino.

Manca la capacità di riconoscere gli sforzi dei propri genitori quando a fine mese riescono ancora a respirare e non sono andati in bancarotta, manca il rispetto per il proprio padre che la sera, dopo 8-10 ore di lavoro vorrebbe sapere come cazzo stai, e noi ci lobotomizziamo con facebook e la televisione.

Manca il rispetto per il pane in tavola, manca la capacità di riuscire a capire che non ci è tutto dovuto, che le cose si ottengono con la fatica, con l’umiltà.

 

Manca la fottutissima umiltà, manca il rispetto di sé stessi, dei propri simili, manca l’amore per l’umanità, dove cazzo è finito l’amore? Dove cazzo è finito il rispetto per la Terra, la nostra Madre Terra?

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